martedì 29 gennaio 2019

Pompei ritrova la sua casa: riapre la Schola Armaturarum

di Antonio Ianuale 

Gli Scavi di Pompei si riappropriano di una delle strutture crollate nove anni e oggetto di una lunga opera di restauro: lo scorso 3 gennaio è stata riaperta la Schola Armaturarum, crollata il 6 novembre del 2010. Il direttore generale Massimo Osanna ha concluso il suo mandato proprio riconsegnando agli scavi la struttura crollata che già a causa dei bombardamenti alleati del '43 aveva subito dei danni: ”Da metafora dell'incapacità italiana di prendersi cura di un luogo prezioso che appartiene all'intera umanità, la riapertura della Schola Armaturarum rappresenta un simbolo di riscatto per i risultati raggiunti a Pompei con il Grande Progetto, e più in generale un segnale di speranza per il futuro del nostro patrimonio culturale”.

Gli interventi di recupero sono iniziati nel 2016 con il supporto tecnico di Ales, la struttura interna del Mibac che si occupa da più di tre anni della manutenzione programmata di Pompei. La struttura, nota come la Casa dei Gladiatori, fu riportata alla luce dagli scavi di Vittorio Spinazzola nel 1915-16: era una sorta di sede di rappresentanza di un’associazione militare con delle armi custodite.

Secondo gli studiosi era anche sede di duri allenamenti, ma ad attirare i turisti erano le pitture dei trofei e particolari decorazioni in stile militare come rami di palma, vittorie alate e candelabri con aquile. Purtroppo il crollo del 2010 ha distrutto queste decorazioni e molti degli affreschi sono andati perduti, ma la riapertura della casa segue la scoperta di nuove domus e nuovi mosaici come «il Mito di Orione» e nuovi affreschi come quello subito famoso «Leda e il cigno».

I lavori di restauro e di manutenzione degli Scavi stanno portando alla luce altri reperti archeologici e nuove scoperte: come ad esempio un deposito di quindici anfore e l'eccezionale rinvenimento dei resti di un sauro bardato; si tratta del cavallo usato da un magistrato militare soffocato dalle ceneri causate dall’eruzione del Vesuvio.

La restaurazione del sito archeologico procede e cerca di salvaguardare il patrimonio storico-culturale che per anni è stato a rischio: nel mese di novembre sono state riaperte al pubblico la Casa della fontana grande, la Casa dell'ancora e il Tempio di Iside. Pompei si sta riappropriando della propria storia e vuole tornare all’antico splendore.



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