venerdì 22 febbraio 2019

Regione Campania - al via minibond per gli investimenti delle PMI

di Luigi Rinaldi 

Dopo la Puglia, anche la Regione Campania ha annunciato l’attivazione di un nuovo strumento di ingegneria finanziaria per il finanziamento dei piani di investimento, innovazione e sviluppo delle PMI, attraverso la concessione di obbligazioni societarie nella forma di minibond

Lo strumento, nato nell’ambito della collaborazione con Cassa Depositi e Prestiti, avrà una dotazione finanziaria di 37 milioni di euro e sarà gestito dalla società in house Sviluppo Campania. I minibond, come illustrato dall'Amministrazione regionale, saranno raggruppati in un apposito portafoglio, che sarà unitariamente finanziato dagli investitori, anche non bancari. 

Ogni investitore, dunque, finanzierà idealmente una quota di ciascun minibond, con conseguente riduzione del rischio assunto. Sviluppo Campania si farà carico della copertura, con i fondi della Regione Campania, delle prime perdite registrate sul portafoglio, fino al 25% del totale. I minibond avranno un importo medio di 3 milioni di euro e una durata massima di 8 anni

La Regione prevede l’emissione di minibond per un ammontare complessivo di 148 milioni di euro. Lo strumento vero e proprio non è ancora attivo. Al momento, però, è aperto il bando di gara volto a selezionare gli operatori finanziari per lo svolgimento del servizio di arranger, che consiste nel definire le caratteristiche del prestito obbligazionario ed effettuare il collocamento dell’obbligazione. 

Il 19 febbraio scorso è scaduto il termine per la presentazione delle offerte. “A svolgere un ruolo centrale nella realizzazione di questa misura sarà Sviluppo Campania – spiega Mario Mustilli, Presidente di Sviluppo Campania, – la società interamente detenuta dalla Regione Campania, che gestirà il Fondo e si occuperà, a seguito di apposite procedure ad evidenza pubblica, da un lato, di selezionare l’Arranger, e cioè il soggetto privato incaricato di definire le caratteristiche del prestito obbligazionario e di svolgere un’attività di presentazione della società emittente, oltre che di effettuare il vero e proprio collocamento dell’obbligazione, e, dall’altro, di individuare le PMI che presentino i requisiti richiesti e che siano interessate a questa operazione”. 

A completare il quadro di interventi, la Regione Campania ha assegnato ulteriori risorse finanziarie ad un’apposita misura di sostegno del sistema dei Confidi, in considerazione del fondamentale ruolo svolto dai medesimi per agevolare l’accesso al credito anche delle imprese di piccolissima dimensione. “La Regione Campania è fortemente impegnata a dare sostegno alle piccole e medie imprese con azioni concrete che possano facilitare l’accesso al credito superando vincoli burocratici che spesso soffocano l’iniziativa imprenditoriale – ha affermato il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De LucaQuesta misura servirà soprattutto a sostenere il sistema campano delle Piccole e Medie Imprese, con ricadute attese estremamente significative anche sul fronte occupazionale”. 



L’Ipseoa Tognazzi al progetto Erasmus All Included per gli alunni disabili

                                                               di Antonio Ianuale 

L’integrazione scolastica degli alunni con disabilità costituisce un punto di forza della scuola italiana, la piena inclusione è ancora una sfida aperta, ma l’Italia possiede oggi una delle legislazioni più avanzate al mondo in tema di tutela, assistenza e integrazione sociale delle persone disabili. La percentuale di alunni con disabilità sul totale degli alunni è pari al 3,1% per le scuole statali e dell’1,6% per le scuole non statali. 

Il progetto Erasmus All Included Contact Making Event svoltosi dal 12 al 20 Gennaio 2019 a Sepolno Krajenskie (Polonia), ha riunito 24 persone tra insegnanti, assistenti sociali, operatori giovanili da Italia, Portogallo, Lettonia, Croazia, Lituania, Romania, Grecia, Polonia, che lavorano con i giovani con disabilità e desiderano incontrare altri colleghi. L'obiettivo è sviluppare un progetto YOUTH EXCHANGE (YE) nell’ambito di Erasmus +: programma Youth in Action per i loro giovani. 

Per l’Italia, ha partecipato l'istituto alberghiero Ipseoa Ugo Tognazzi di Pollena: la funzione strumentale del sostegno, prof.ssa Milena Russo ha espresso soddisfazione per la partecipazione della scuola a tale evento: "Sono felicissima della partecipazione della nostra scuola al progetto ALL Inclusive. L’ Italia è l’unico paese che da 40 anni ha aperto la scuola a tutti gli allievi eliminando le classi speciali e differenziate. Fare inclusione nel nostro istituto significare garantire il “respiro della normalità” agli alunni speciali, favorire la loro partecipazione attiva alla vita della scuola". I docenti prof.ssa Guiliano C, e prof. C.Feola hanno partecipato al progetto Erasmus All Included in qualità dei rappresentanti dell’Istituto U.Tognazzi 

Prof.ssa Giuliano, che ruolo ricopre il docente di sostegno nella scuola italiana? 

Essere insegnate di sostegno non vuol dire fare mero assistenzialismo, ma significa aver rispetto per la persona affetta da disabilità: è un’esperienza che arricchisce dal punto di vista umano e professionale. Il docente di sostegno deve sfruttare le risorse a sua disposizione, comprendere le potenzialità di ogni singolo alunno e realizzare gli obiettivi prefissati”. 

Prof. Feola quali competenze deve possedere un docente per lavorare con alunni disabili? 

Il docente di sostegno deve garantire l’armonia del gruppo classe, deve possedere un approccio pedagogico che gli permetta di relazionarsi al meglio con lo studente disabile: è essenziale riconoscere i suoi bisogni, potenziare la sua motivazione ed agire con percorsi e strategie individualizzati”. 

Prof.ssa Giuliano come vive il disabile la scuola? 

Nel nostro istituto l’alunno disabile vive la scuola in maniera normale, ovviamente tutto questo in rapporto all'handicap che possiede. Cerchiamo in linea generale di garantire l’integrazione dei disabili in tutte le attività: nel nostro istituto, che è considerato un istituto ad alta inclusione, gli alunni disabili partecipano a tutte le attività extrascolastiche, e gli alunni normodotati hanno a cuore i loro compagni diversamente abili. Questo comune sentire permette una maggiore integrazione dell’alunno con disabilità, che si sente accettato dal gruppo classe” . 

Prof. Feola il soggiorno in Polonia ha permesso di confrontarvi con docenti stranieri che vivono le stesse problematiche. Che esperienza è stata? 

Abbiamo trascorso dieci giorni nella cittadina polacca entrando in contatto con i rappresentanti di organizzazioni ed istituzioni che lavorano nell'inclusione sociale di persone con disabilità, provenienti da diverse parti del mondo, condividendo esperienze ed idee”. 

Questo incontro è solo il primo passo in previsione di una progettualità ancora da sviluppare? 

Prof.ssa Giuliano: “Partecipare a questo progetto ci ha dato la possibilità di creare nuovi contatti, conoscere nuovi visioni del mondo dell’inclusione e metodi che possono essere utili a sviluppare progetti Erasmus + per la nostra scuola”. 

Prof. Feola:I giorni in Polonia ci hanno permesso di confrontarci con realtà diverse, sicuramente è un progetto che avrà un seguito, per promuovere nuovi progetti di inclusione scolastica e condividere nuovi metodi e nuove strategie”. 

I docenti che hanno partecipato al progetto hanno voluto ringraziare anche la scuola, la dirigente scolastica e i colleghi: “Volevamo ringraziare la nostra D.S prof.ssa Sabrina Capasso, che ha creduto e crede in tali opportunità di formazione e ci ha permesso di partecipare a tale evento. Un grazie anche ai colleghi che ci hanno sostituito durante la nostra assenza, consapevoli della ricaduta positiva all'interno del nostro istituto”.




Lorenzo Marone scrive alla sua città: "Cara Napoli"

di Fiorenza Basso 

“Napoli mille culure” cantava Pino Daniele nella sua celeberrima canzone, “Napoli è luce” scrive Lorenzo Marone nel suo libro intitolato Cara Napoli, (Feltrinelli editore) nato dalla rubrica “Granelli” che lo scrittore tiene settimanalmente su “la Repubblica” di Napoli. 

È proprio dai colori, anzi dal colore, che parte lo scrittore napoletano per descrivere la città partenopea: il colore grigio. Il grigio è il colore della pietra, del piperno di cui sono rivestite le quattro delle cinque torri cilindriche del Maschio Angioino; è il colore dei sampietrini che “alle prime piogge scoppiano come tanti popcorn”; è il colore delle bugne, piccole piramidi in piperno che rivestono la facciata della chiesa di Gesù Nuovo; è il colore delle antiche mura greche che delimitavano il centro della città. 

Non è un caso se lo scrittore si serve di un solo colore e di un colore neutro che simboleggia mediocrità e immobilità per descrivere una città straordinariamente dinamica. Il grigio mette in chiara luce i murales colorati di Agoch disegnati su muri fatiscenti, le frasi di amore e di speranza scritte su muri di palazzi; è sui frangiflutti del lungomare di Mergellina, resi grigi dal tempo, che si infrangono le onde, i cui riflessi assumono colori diversi a seconda dell’intensità della luce del sole, è la fantasia dei napoletani che getta colore sul grigiore di alcune giornate. 

La bellezza di Napoli risiede in questo miscuglio di colori, di stili architettonici, di stati d’animo. È una bellezza contraddittoria, come mette in luce Lorenzo Marone, attraverso l’accostamento di due sostantivi fra di loro ossimorici che danno il nome ai granelli del suo libro. La sua bellezza nasce dai limiti, dalla convivenza degli opposti: sacro e profano, salite e discese, bellezza e miseria. In questa costante contrapposizione vi è un monito alla vita: le innumerevoli salite di Napoli non rispecchiano forse le difficoltà della vita? Affrontarle è dura come salire i quattrocentoquattordici scalini della Pedamentina, superarle è sorprendente come il panorama che si dispiega una volta arrivati in cima alla scalinata. 

Cara Napoli” è la lettera d’amore che Marone indirizza alla sua città, dichiarandole un amore totale, perché descrive in maniera dignitosa e fedele tutti suoi dettagli, tutte le sue particolarità, i suoi difetti, le sue imperfezioni. Non è forse questo il vero amore?



Sanità campana: nuova inchiesta della Corte dei Conti

di Antonio Cimminiello

Un presunto danno erariale pari a quasi 5 milioni di euro. Ben 12 strutture sanitarie chiamate in causa. 50 funzionari sanitari coinvolti. Sono questi i numeri più significativi della recente inchiesta svolta dalla Procura Contabile con l'ausilio della Guardia di Finanza in Campania. Tre anni di intensa attività di accertamento e verifica sembrano aver evidenziato il mancato rispetto di una serie di norme tale da ingenerare un probabile danno erariale quantificato precisamente in 4,8 milioni di euro. 

Precisamente, il riferimento è al Decreto Legge 95 del 2012, poi divenuto meglio noto come "legge sulla spending rewiew". Tale provvedimento, in un periodo dove si imponeva il taglio di qualsivoglia spesa che potesse considerarsi superflua (e non solo in ambito sanitario), aveva fissato proprio a tal fine un obbligo preciso a carico delle aziende sanitarie consistente nella riduzione del 5% dei costi da sopportare per l'acquisizione di beni e servizi. 

Nel periodo che va dal 2012 al 2015 tuttavia probabilmente 12 strutture sanitarie campane -ed in particolare il personale che aveva la responsabilità di ciò- non hanno ottemperato a tale obbligo, come risulterebbe da alcune "anomalie". Su tutte la mancata rinegoziazione o recessione, in alcuni casi, da contratti in essere e stipulati proprio per il procacciamento e svolgimento di servizi e beni (ad eccezione dei beni e servizi da considerarsi "essenziali" come ad esempio quelli salvavita, in quanto non presi in considerazione dalla "legge sulla "spending rewiew"), il che si intende anche per lo svolgimento delle più varie attività, dallo smaltimento dei rifiuti alla vigilanza dei siti. 

Giova ricordare comunque che la vicenda giudiziaria, con il deposito degli atti di citazione avvenuto il 1 Febbraio scorso, non è che alle prime fasi, e che i dirigenti chiamati in causa - per nulla responsabili fino a sentenza contraria - avranno tutta la possibilità di chiarire la situazione e dar luogo alle proprie deduzioni. 

Sta di fatto che questa inchiesta contabile, seppur riferita ad una vicenda non certo attuale, si inserisce in un periodo nel quale l'attuale Governatore della Campania e commissario alla Sanità Vincenzo De Luca è messo continuamente a dura prova proprio sul tema sanità. Prima la querelle sul commissariamento (pomo della discordia è la recente normativa che riconosce l'incompatibilità tra le funzioni di Governatore e quella di Commissario) e quella sul riconoscimento o meno dell'innalzamento dei LEA tale da determinare la fuoriuscita dal piano di rientro. Questioni ancora pendenti con l'esecutivo nazionale ed in particolare con la titolare del Dicastero della Salute Giulia Grillo.  Poi, "la guerra delle formiche", e cioè le polemiche sorte in ordine all'incontrollata e sospetta diffusione di insetti nei nosocomi napoletani. Adesso, lo sviluppo giudiziario di una nuova, probabile vicenda di "malasanità". 

Scuola: la reintroduzione dell’educazione civica obbligatoria

di Teresa Uomo

Lo studio dell’educazione civica a scuola è sempre stato un tema molto dibattuto. Di recente, il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ha presentato un disegno di legge che vede questa disciplina come una materia obbligatoria in tutte le scuole italiane, ovvero dalla materna fino alle superiori. 

Se nella scuola materna è prevista la presentazione di progetti di educazione civica, nella primaria saranno inserite 33 ore annuali obbligatorie. Al termine invece del triennio delle scuole medie e del biennio delle superiori, sono previste delle certificazioni “soft skills”.  Inoltre, questa disciplina sarà anche materia di esame orale di terza media e della maturità. L'obiettivo è rafforzare l'insegnamento  dei valori della legalità, del rispetto della legge e delle regole, per ridare un senso di appartenenza ai ragazzi. 

Nell'ordinamento italiano l’insegnamento dell’educazione civica ha vissuto diverse fasi. Ad oggi, si propone una riflessione sulla necessità di riprendere l’insegnamento dei principi repubblicani nelle scuole italiane come materia fondamentale per la formazione dei cittadini, insegnando così i principi della nostra Carta Costituzionale, diritti e doveri. 

Come ha spiegato il Ministro Bussetti, durante le lezioni di educazione civica si toccheranno vari temi: dalla Costituzione all'educazione alla cittadinanza anche digitale, contro i casi di bullismo e cyberbullismo, il rispetto dell’ambiente, l’educazione alla salute e la sicurezza stradale

Il disegno di legge, in particolare, prevede già a partire dall’anno scolastico 2018/2019, l’introduzione della materia obbligatoria dell’educazione civica nelle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado, per un totale di 33 ore all’anno. 

L’insegnamento dell’educazione civica viene affidato a insegnanti dell’area storico-geografica nelle scuole primarie e nelle scuole secondarie di primo grado; nelle scuole secondarie di secondo grado, invece, dovrebbe essere affidato ai docenti dell’area economico-giuridica. Inoltre è anche previsto l'assegnazione da parte del Ministero di un premio annuale. 

Verranno infatti premiate le esperienze migliori in educazione civica per ogni scuola di ordine e grado, al fine di promuoverne la diffusione nel sistema scolastico nazionale. Sicuramente la reintroduzione di questa importante disciplina sarà determinante per rafforzare la consapevolezza dei propri comportamenti ed imparare, fin da piccoli, a vivere in modo civile in mezzo agli altri.



Domenico Rea trova casa a Sarno: il suo archivio nella città salernitana

di Antonio Ianuale 

Domenico Rea
Lo scrittore e giornalista Domenico Rea non trova posto a Napoli e si trasferisce a Sarno: parliamo dell’archivio dello scrittore, composto da dieci faldoni, 5.000 fogli dattiloscritti, che includono recensioni di libri e di mostre di pitture, versioni di brani dei romanzi diverse da come poi furono pubblicate. La figlia Lucia ha cercato invano per anni una sede a Napoli per l’archivio ma non hai avuto risposte soddisfacenti, così quando è arrivata la proposta del Comune di Sarno grazie a Vincenzo Salerno, docente di Letterature comparate a Cassino, non ci ha pensato e ha accettato l’offerta. 

Domenico Rea è nato a Napoli nel 1921, ma nel 1924 si trasferisce a Nocera Inferiore dove trascorre l’adolescenza. Comincia a scrivere nel 1939, a soli diciassette anni, quando partecipa ad un concorso letterario bandito dalla rivista «Omnibus», diretta da Leo Longanesi, con il racconto “È nato”. Non vince ma colpisce Longanesi che lo invita a continuare sulla strada della scrittura. 

Darà vita alla rivista “Sud” con altri scrittori napoletani, conosce intellettuali come Montale, Gadda, Arnoldo Mondadori. Con “Spaccanapoli” inaugura la collaborazione con Mondadori, che attende un romanzo, che però non sembra nei programmi di Rea. Le opere successive sono “Le formiche rosse”, un dramma teatrale, “Gesù, fate luce”, un nuovo libro di racconti, “Ritratto di maggio”, un libro quasi autobiografico. 

Il romanzo tanto atteso esce nel 1958 “Una vampata di rossore”, che però non ottiene il successo sperato. Tra il 1960 e il 1961 esce, prima con l'editore napoletano Pironti e poi con Mondadori, Il re e il lustrascarpe, un volume che raccoglie saggi e articoli di giornali. Nel 1965 con “I Racconti”, una collezione di tutte le novelle, e "L'altra faccia", un volume eterogeneo che comprende poesie, racconti e un amaro saggio autobiografico. 

Nel 1970 Rea diventa giornalista, collabora con il Corriere della Sera e con Il Mattino. Gli ultimi lavori includono “Pensieri della Notte”, “Crescendo napoletano”, “L’ultimo fantasma della moda” e “Ninfa plebea” che vince il Premio Strega. Domenico Rea è stato uno scrittore polivalente e complesso: gioioso e addolorato, ironico e drammatico, lontano dalla vita politica, non si è mai riconosciuto in alcuna corrente letteraria, sebbene la sua produzione letteraria si possa inquadrare nella corrente neorealista per l’attenzione all’ambiente popolare e alle ingiustizie, sebbene ci siano spunti creativi che si distaccano dal modello del realismo tout court. 

Molti suoi racconti, compresi quelli in Spaccanapoli e in Gesù, fate luce, sono caratterizzati da un racconto-saggio o saggistica narrata, in cui documento e la creazione si intrecciano fino a confondersi e diventare un tutt’uno. Questa sua forma narrativa è descritta nel primo importante saggio di Rea e cioè Le due Napoli, appendice del libro di racconti, “Quel che vide Cummeo”. Lo stesso Rea ha definito il saggio: «il mio manifesto letterario» : una riflessione sulla dicotomia tra classi egemoni e ceti subalterni della città, borghesi e lazzari, che fa di Napoli una città con due classi, ma senza popolo. Uno scrittore molto attento alla realtà napoletana, capace di descrivere una realtà complessa come quella di Napoli con ironia e realismo. 



Nuove assunzione nella Sanità campana

di Luigi Rinaldi

Finalmente lo sblocco delle assunzioni nella Sanità campana. Il Presidente della Regione, Vincenzo De Luca, a margine della presentazione in sala giunta dell’iniziativa “Adotta un filosofo”, ha annunciato di aver approvato tutti i piani presentati dalle ASL e dalle aziende ospedaliere della Campania in merito alle nuove assunzioni, dando il via libera al reclutamento di 7.600 dipendenti nel settore Sanità. 

In primo luogo stabilizzeremo i precari – ha sottolineato il governatore – che saranno all'incirca 1500. Per il resto, avremo altre 5500-6000 nuove unità di medici, infermieri, amministrativi e tecnici da assumere. A me pare davvero un risultato storico per la nostra Regione: affronteremo con maggiore respiro le tante emergenze che abbiamo”. 

De Luca ha colto l’occasione per lanciare un allarme sulle difficoltà di reclutamento dei clinici in alcuni settori. “In questo periodo – ha spiegato – si fa fatica a fare i concorsi per i medici dei pronto soccorso. Semplicemente perché nessuno partecipa. C’e’ penuria di medici in alcuni campi e queste nuove assunzioni ci permetteranno di affrontare positivamente questi problemi”. 

L’annuncio del presidente De Luca rappresenta una ottima notizia”. Così il consigliere regionale dei Verdi e membro della Commissione Sanità Francesco Emilio Borrelli sulla firma dei decreti che permetteranno 7600 assunzioni nel comparto sanitario regionale. “Il programma di assunzioni permetterà di migliorare i servizi della sanità in Campania. Si tratta di un passo fondamentale per uscire dalla situazione emergenziale che caratterizza alcune realtà del comparto regionale. C’è da esprimere soddisfazione, inoltre, per il riverbero del provvedimento sul piano occupazionale. 7600 nuovi posti di lavoro non sono pochi”. 

La sanità in Campania è settore da molti anni sottoposto a tagli alla spesa dovendo recuperare un deficit esoso. Sottoposta quindi con il Piano di rientro dal deficit a blocco del turn over. Una “cura” che ha negli anni ridotto fortemente gli organici sia di medici che di personale infermieristico. Con lo sblocco delle pensioni per i cittadini che raggiungono “Quota 100” si teme un ulteriore impoverimento degli organici, con disagio per i cittadini bisognosi di cure. Una situazione che rende più difficile la gestione di Asl e Aziende ospedaliere nonostante gli sforzi in campo (finanziamenti alla ricerca) per migliorare la qualità delle cure specie nel settore oncologico. 

Napoli: "scontro" senza fine sulle rate a piazza Plebiscito

di Antonio Cimminiello

Il Tar Campania aggiunge un altro tassello alla querelle in ordine alla realizzazione delle infrastrutture della Linea 6 della Metropolitana di Napoli, in particolare con riferimento all'installazione delle famigerate "grate" (parte integrante della camera di ventilazione sotterranea della metro) nella centrale Piazza Plebiscito. Questa volta i giudici amministrativi accolgono le doglianze avanzate dal Comune di Napoli, favorevole all'installazione delle grate con il benestare del placet del Sovrintendente ai Beni Culturali Luciano Garella. Autorizzazione, quest'ultima, che tuttavia sul finire del 2018 aveva incontrato la revoca su decisione del Direttore generale del MIBAC Gino Famiglietti

La diatriba parte da lontano, e si incentra essenzialmente sull'opportunità o meno di operare, con la creazione delle grate, una trasformazione di un ambiente dall'indubbio valore artistico e culturale. Proprio il timore di "deturpare" in tal modo Piazza Plebiscito aveva spinto diversi comitati di cittadini, noti e meno noti, a manifestare il proprio dissenso al progetto presentato dall'ente del sindaco Luigi de Magistris

La questione poi ha assunto quasi i connotati di una "faida interna", visto che il parere positivo al progetto manifestato dal Sovrintendente Garella ha incontrato la bocciatura del MIBAC che, come detto, ha disposto la revoca dell'autorizzazione paesaggistica risalente a Marzo 2018, dopo una sospensione iniziale. 

La scelta del dicastero che fa capo ad Alberto Bonisoli a sua volta ha incontrato però la censura della Settima Sezione del TAR Campania, che l'ha ritenuta viziata da "eccesso di potere". In sostanza, nella pronuncia si è evidenziato un superamento indebito delle competenze ministeriali (anche attraverso l'indicazione unilaterale di un luogo diverso per l'installazione delle opere da realizzare, e cioè Largo Carolina) senza tener conto delle ragioni tecniche, avanzate dal Comune partenopeo fin dal 2017, che invece impongono la scelta di Piazza Plebiscito.

Quello descritto è solo il "round" di una sfida che all'orizzonte non vede ancora il suo epilogo. L'autorizzazione paesaggistica è stata nuovamente revocata in via di autotutela dal MIBAC, sulla base di diverse motivazioni anche di carattere tecnico (su tutte, le "compatibilità tecniche" tra i possibili cantieri in Piazza Plebiscito e Largo Carolina, l'assenza di valutazione di impatto ambientale per il progetto comunale e la considerazione da parte di quest'ultimo soltanto dell'esigenza di contenere le spese), con riserva di proporre un ricorso al Consiglio di Stato. 

Nel mezzo di ciò che ormai è divenuto un vero e proprio scontro istituzionale, c'è la paralisi dei lavori da porre in essere ed il rischio di perdere i fondi europei (pari a circa 98 milioni di euro) destinati proprio alla realizzazione della Linea 6 della Metropolitana. 


Gli insegnamenti ed i valori di Edmondo de Amicis

di Teresa Uomo

Tutte le volte che incontri un vecchio cadente, un povero, una donna con un bimbo in braccio, uno storpio con le stampelle, un uomo curvo sotto un carico, una famiglia vestita a lutto, cedile il passo con rispetto: noi dobbiamo rispettare la vecchiaia, la miseria, l’amor materno, l’infermità, la fatica, la morte”. Parole tratto da uno dei romanzi per ragazzi più letti in assoluto. Il libro Cuore di  Edmondo de Amicis. Insegnamenti e valori che attraversano lo spazio ed il tempo. 

De Amicis racconta una storia ambientata nel periodo successivo all’Unità d’Italia. Il protagonista è un bambino di dieci anni, Enrico, che attraverso un diario scrive, giornalmente, quello che vede, quello che sente, e tutto quello che gli accade intorno. Nel romanzo Cuore l’attenzione è posta in particolar modo sul mondo della scuola, la maggior parte delle riflessioni sono sugli insegnanti e sugli alunni della classe di Enrico. 

Lo scrittore fa notare le differenze tra i vari bambini, ponendo l’accento sulla provenienza sociale: questo pone in evidenza maggiormente la distanza di comportamento tra un ragazzo e un altro. Fondamentale nel percorso individuale del bambino l’educazione familiare, la disciplina e i valori che vengono dati dai genitori, che formano il carattere dei figli. 

Ogni alunno è descritto con accuratezza, ognuno ha una particolarità che lo rende differente da un altro. Nei racconti di Enrico non manca il secchione, non manca il ragazzo astuto, né quello intelligente; c’è quello burbero che si mette puntualmente nei guai, e il bambino che ha un animo gentile e tende sempre a difendere gli altri, facendosi da scudo per prendersi cura dei più deboli. 

Il libro Cuore però non è il racconto visto solo dalla prospettiva di Enrico, bensì c’è anche la visione adulta dei genitori che cercano di dargli insegnamenti molto importanti per affrontare la vita, le difficoltà e le delusioni di tutti i giorni. I valori che cercano di trasmettergli i suoi genitori sono l’amore per la patria, il rispetto degli altri -superando le diversità ed essendo un modo per confrontarsi e arricchirsi-, la morale e la necessità di sacrificarsi. 

Nel romanzo, che è uno dei libri più letti in Italia, c’è la descrizione, ovviamente infantile, di un bambino che racconta quello che gli accade e che riporta nel suo diario uno spaccato di storia italiana che riguarda il periodo successivo all’Unità d’Italia. E così Edmondo de Amicis, attraverso una scrittura semplice, avvalendosi della voce di un bambino – che data la sua giovane età non fa congetture, ma riporta semplicemente ciò che osserva – vuole mostrare un’Italia priva di radici comuni, che cerca di superare le diversità sociali e culturali.