venerdì 22 febbraio 2019

L’Ipseoa Tognazzi al progetto Erasmus All Included per gli alunni disabili

                                                               di Antonio Ianuale 

L’integrazione scolastica degli alunni con disabilità costituisce un punto di forza della scuola italiana, la piena inclusione è ancora una sfida aperta, ma l’Italia possiede oggi una delle legislazioni più avanzate al mondo in tema di tutela, assistenza e integrazione sociale delle persone disabili. La percentuale di alunni con disabilità sul totale degli alunni è pari al 3,1% per le scuole statali e dell’1,6% per le scuole non statali. 

Il progetto Erasmus All Included Contact Making Event svoltosi dal 12 al 20 Gennaio 2019 a Sepolno Krajenskie (Polonia), ha riunito 24 persone tra insegnanti, assistenti sociali, operatori giovanili da Italia, Portogallo, Lettonia, Croazia, Lituania, Romania, Grecia, Polonia, che lavorano con i giovani con disabilità e desiderano incontrare altri colleghi. L'obiettivo è sviluppare un progetto YOUTH EXCHANGE (YE) nell’ambito di Erasmus +: programma Youth in Action per i loro giovani. 

Per l’Italia, ha partecipato l'istituto alberghiero Ipseoa Ugo Tognazzi di Pollena: la funzione strumentale del sostegno, prof.ssa Milena Russo ha espresso soddisfazione per la partecipazione della scuola a tale evento: "Sono felicissima della partecipazione della nostra scuola al progetto ALL Inclusive. L’ Italia è l’unico paese che da 40 anni ha aperto la scuola a tutti gli allievi eliminando le classi speciali e differenziate. Fare inclusione nel nostro istituto significare garantire il “respiro della normalità” agli alunni speciali, favorire la loro partecipazione attiva alla vita della scuola". I docenti prof.ssa Guiliano C, e prof. C.Feola hanno partecipato al progetto Erasmus All Included in qualità dei rappresentanti dell’Istituto U.Tognazzi 

Prof.ssa Giuliano, che ruolo ricopre il docente di sostegno nella scuola italiana? 

Essere insegnate di sostegno non vuol dire fare mero assistenzialismo, ma significa aver rispetto per la persona affetta da disabilità: è un’esperienza che arricchisce dal punto di vista umano e professionale. Il docente di sostegno deve sfruttare le risorse a sua disposizione, comprendere le potenzialità di ogni singolo alunno e realizzare gli obiettivi prefissati”. 

Prof. Feola quali competenze deve possedere un docente per lavorare con alunni disabili? 

Il docente di sostegno deve garantire l’armonia del gruppo classe, deve possedere un approccio pedagogico che gli permetta di relazionarsi al meglio con lo studente disabile: è essenziale riconoscere i suoi bisogni, potenziare la sua motivazione ed agire con percorsi e strategie individualizzati”. 

Prof.ssa Giuliano come vive il disabile la scuola? 

Nel nostro istituto l’alunno disabile vive la scuola in maniera normale, ovviamente tutto questo in rapporto all'handicap che possiede. Cerchiamo in linea generale di garantire l’integrazione dei disabili in tutte le attività: nel nostro istituto, che è considerato un istituto ad alta inclusione, gli alunni disabili partecipano a tutte le attività extrascolastiche, e gli alunni normodotati hanno a cuore i loro compagni diversamente abili. Questo comune sentire permette una maggiore integrazione dell’alunno con disabilità, che si sente accettato dal gruppo classe” . 

Prof. Feola il soggiorno in Polonia ha permesso di confrontarvi con docenti stranieri che vivono le stesse problematiche. Che esperienza è stata? 

Abbiamo trascorso dieci giorni nella cittadina polacca entrando in contatto con i rappresentanti di organizzazioni ed istituzioni che lavorano nell'inclusione sociale di persone con disabilità, provenienti da diverse parti del mondo, condividendo esperienze ed idee”. 

Questo incontro è solo il primo passo in previsione di una progettualità ancora da sviluppare? 

Prof.ssa Giuliano: “Partecipare a questo progetto ci ha dato la possibilità di creare nuovi contatti, conoscere nuovi visioni del mondo dell’inclusione e metodi che possono essere utili a sviluppare progetti Erasmus + per la nostra scuola”. 

Prof. Feola:I giorni in Polonia ci hanno permesso di confrontarci con realtà diverse, sicuramente è un progetto che avrà un seguito, per promuovere nuovi progetti di inclusione scolastica e condividere nuovi metodi e nuove strategie”. 

I docenti che hanno partecipato al progetto hanno voluto ringraziare anche la scuola, la dirigente scolastica e i colleghi: “Volevamo ringraziare la nostra D.S prof.ssa Sabrina Capasso, che ha creduto e crede in tali opportunità di formazione e ci ha permesso di partecipare a tale evento. Un grazie anche ai colleghi che ci hanno sostituito durante la nostra assenza, consapevoli della ricaduta positiva all'interno del nostro istituto”.




Nessun commento:

Posta un commento