venerdì 22 febbraio 2019

Napoli: "scontro" senza fine sulle rate a piazza Plebiscito

di Antonio Cimminiello

Il Tar Campania aggiunge un altro tassello alla querelle in ordine alla realizzazione delle infrastrutture della Linea 6 della Metropolitana di Napoli, in particolare con riferimento all'installazione delle famigerate "grate" (parte integrante della camera di ventilazione sotterranea della metro) nella centrale Piazza Plebiscito. Questa volta i giudici amministrativi accolgono le doglianze avanzate dal Comune di Napoli, favorevole all'installazione delle grate con il benestare del placet del Sovrintendente ai Beni Culturali Luciano Garella. Autorizzazione, quest'ultima, che tuttavia sul finire del 2018 aveva incontrato la revoca su decisione del Direttore generale del MIBAC Gino Famiglietti

La diatriba parte da lontano, e si incentra essenzialmente sull'opportunità o meno di operare, con la creazione delle grate, una trasformazione di un ambiente dall'indubbio valore artistico e culturale. Proprio il timore di "deturpare" in tal modo Piazza Plebiscito aveva spinto diversi comitati di cittadini, noti e meno noti, a manifestare il proprio dissenso al progetto presentato dall'ente del sindaco Luigi de Magistris

La questione poi ha assunto quasi i connotati di una "faida interna", visto che il parere positivo al progetto manifestato dal Sovrintendente Garella ha incontrato la bocciatura del MIBAC che, come detto, ha disposto la revoca dell'autorizzazione paesaggistica risalente a Marzo 2018, dopo una sospensione iniziale. 

La scelta del dicastero che fa capo ad Alberto Bonisoli a sua volta ha incontrato però la censura della Settima Sezione del TAR Campania, che l'ha ritenuta viziata da "eccesso di potere". In sostanza, nella pronuncia si è evidenziato un superamento indebito delle competenze ministeriali (anche attraverso l'indicazione unilaterale di un luogo diverso per l'installazione delle opere da realizzare, e cioè Largo Carolina) senza tener conto delle ragioni tecniche, avanzate dal Comune partenopeo fin dal 2017, che invece impongono la scelta di Piazza Plebiscito.

Quello descritto è solo il "round" di una sfida che all'orizzonte non vede ancora il suo epilogo. L'autorizzazione paesaggistica è stata nuovamente revocata in via di autotutela dal MIBAC, sulla base di diverse motivazioni anche di carattere tecnico (su tutte, le "compatibilità tecniche" tra i possibili cantieri in Piazza Plebiscito e Largo Carolina, l'assenza di valutazione di impatto ambientale per il progetto comunale e la considerazione da parte di quest'ultimo soltanto dell'esigenza di contenere le spese), con riserva di proporre un ricorso al Consiglio di Stato. 

Nel mezzo di ciò che ormai è divenuto un vero e proprio scontro istituzionale, c'è la paralisi dei lavori da porre in essere ed il rischio di perdere i fondi europei (pari a circa 98 milioni di euro) destinati proprio alla realizzazione della Linea 6 della Metropolitana. 


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