martedì 26 marzo 2019

In Campania mancano 2000 medici di famiglia

di Luigi Rinaldi 

L’assistenza sanitaria in Italia fa capo a due figure importantissime: il medico di base (o di famiglia) e il pediatra. Questi medici non sono dipendenti delle aziende sanitarie, ma prestano i loro servizi dietro uno specifico accordo, operano cioè in “convenzione” con il Servizio Sanitario, valutando le cure e gli approfondimenti necessari per i pazienti, regolando l'accesso ad esami, visite specialistiche, ricoveri e trattamenti (farmacologici e non). 

In particolare il medico di base è una fondamentale figura di collegamento tra il cittadino e il Servizio Sanitario Nazionale. In tutta Italia, ma soprattutto in Campania, da tempo, si registra una situazione preoccupante in termini di carenza dei medici di famiglia. Si teme che possa essere gravemente compromessa l’assistenza primaria per i cittadini campani a causa dei pensionamenti dei medici di MMG. 

Si prevede che saranno 2000 le unità, che lasceranno la professione entro il 2022, nella nostra regione. Luigi De Lucia, segretario regionale della Campania dello Smi (Sindacato Medici Italiani) ha evidenziato che: "i pensionamenti non sono coperti da giovani medici perché il sistema formativo, quello delle borse di studio non assicura il ricambio generazionale nella professione medica in tempi certi. Per queste ragioni lo Smi, a livello nazionale reclama con forza l’istituzione di una scuola di specializzazione per i medici di medicina generale che faccia superare la drammatica carenza di nuovi medici di famiglia”. 

Il problema è stato affrontato anche dal Presidente dell'Ordine dei medici nonché segretario nazionale della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), Silvestro Scotti, secondo il quale: “Nei prossimi 5 anni 14 milioni di cittadini saranno privati del loro punto di riferimento assistenziale”. 

Si stima che nel 2028 andranno in pensione 33.392 medici di base e 47.284 medici ospedalieri, per un totale di 80.676. Per quanto riguarda la Campania, al momento, a disposizione ci sono solo 80 borse di studio all'anno per formare nuovi medici di famiglia. “Con queste borse si arriverà a quota 400 - rimarca Scotti - che seppure fossero immediatamente disponibili coprirebbero la metà di quelli necessari. In questo modo circa un milione e 300 mila campani rimarrebbero senza medici di famiglia”. "Devono essere garantiti investimenti economici sul numero e sulla qualità della formazione dei medici di medicina generale, sul personale sanitario e amministrativo nei nostri studi, sulle tecnologie -aggiunge Scotti - A questo punto, invece, la figura e la presenza del medico di famiglia appare impotente per promuovere il vero cambiamento. Chi vuole rottamare la medicina di famiglia si faccia avanti a viso scoperto...". In Campania e a Napoli qualcosa tuttavia si sta muovendo per rispondere ai problemi creati dal pensionamento di colleghi medici campani: nell’Asl Napoli 1 Centro un lavoro di censimento e di possibili soluzioni è stato svolto nel Comitato aziendale 23. 



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