martedì 16 aprile 2019

A Napoli la Giornata sull’Omeopatia

di Luigi Rinaldi 

Nei giorni scorsi si è svolta a Napoli, presso il Museo delle Arti Sanitarie dell’ Ospedale Incurabili, la Giornata sull’Omeopatia. Al centro dell’iniziativa, organizzata dalla Libera Università Internazionale di Medicina Omeopatica e dal Museo dell' Omeopatia di Roma, il ricordo della figura del padre della medicina Omeopatica, Samuel Hahnemann. Nel corso dei lavori sono state ripercorse le tappe storiche della Medicina Omeopatica e la sua incidenza nel territorio partenopeo. Secondo una ricerca dell’Istituto EMG Aqua, nell’anno 2018, il 18% degli italiani ha utilizzato almeno una volta prodotti di natura omeopatica e si stima che tra i pediatri almeno 1 su 3 prescriva prodotti omeopatici ai propri pazienti. 

Colpiscono i dati riguardanti la nostra Regione. Secondo la LUIMO, sono circa 1 milione i consumatori di prodotti omeopatici in Campania, dove si concentra la metà dei consumatori del Sud Italia. Come evidenziato nel corso dell’iniziativa, Napoli ha rappresentato per la medicina omeopatica, che nacque in Germania e si estese all’Austria, il crocevia della sua divulgazione

La medicina omeopatica venne fortemente appoggiata dai Borbone, che istituirono una Cattedra di Medicina Omeopatica presso l’Università di Napoli. Le nuove tecniche medicamentose si diffusero con l’arrivo, nel 1821, delle truppe austriache, e da Napoli si allargarono alla Francia e all’Inghilterra. 

Già nel 1801 “L’ Osservatore Medico di Napoli” pubblicò, primo in Italia, notizie sugli esperimenti compiuti da Hahnemann con la Belladonna come profilattico della scarlattina. E nel 1822 l'Accademia Reale delle Scienze pubblicò la prima traduzione in italiano del “Sistema medico” del padre dell’ Omeopatia. 

Alla base della medicina omeopatica sta infatti la legge di similitudine, similia similibus curentur, concetto già espresso da Ippocrate molti secoli prima e da Paracelso, ma sperimentato direttamente da Hahnemann. Secondo questo principio, una sostanza assunta a dosi ponderali può provocare in un individuo sano sintomi e segni patologici, mentre la stessa sostanza somministrata in dosi infinitesimali, può guarire una persona malata con gli stessi sintomi. 

L'omeopatia è l'applicazione clinica di questa legge che stabilisce un parallelismo di azione tra il potere tossicologico e il potere terapeutico di una sostanza, ovvero un veleno come il mercurio se assunto in forma omeopatica può diventare un rimedio benefico. Curare significa per il medico omeopata confrontare i sintomi riferiti dal soggetto malato con i sintomi indotti dalle sostanze sperimentate e somministrare al paziente quel rimedio che nel soggetto sano provoca una sindrome simile. 

Attualmente l'omeopatia è la più diffusa tra le medicine non convenzionali, ma l’argomento è oggetto di continue polemiche. In questi ultimi anni stiamo assistendo ad un continuo susseguirsi di studi che puntualmente finiscono con il fornire dati completamente diversi tra loro. Il povero consumatore frastornato da tutto questo clamore non sa più che pesci pigliare, da una parte si sente attratto dall'omeopatia in quanto disciplina alternativa e per questo affascinante, dall'altro teme di pagare sulla sua pelle la presunta inutilità delle cure omeopatiche. 



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