martedì 16 aprile 2019

Heddi Goodrich: perduta nei Quartieri Spagnoli

di Fiorenza Basso

"Napoli sfugge alla comprensione umana". Così la scrittrice americana Heddi Goodrich descrive la sua musa ispiratrice durante la presentazione del suo esordio letterario Perduti nei quartieri spagnoli (Giunti Editore) tenutasi presso la libreria Ubik, situata su Spaccanapoli. 

Studentessa negli anni Novanta de L’Orientale, dove ha conseguito la laurea in Glottologia, Heddi Goodrich, insegnante di inglese in Nuova Zelanda, ha scritto il suo primo romanzo direttamente in italiano, incoraggiata anche dal presagio di una sua amica neozelandese, che ha previsto il manoscritto pubblicato in lingua italiana. 

Un romanzo che alterna e mescola, a volte contemporaneamente, il tempo presente e il tempo passato attraverso registri linguistici diversi. Unica e vera protagonista di quest’opera è Napoli con i suoi vicoletti, le sue melodie fa da cornice alla storia d’amore tra due studenti fuorisede: Heddi, studentessa americana di lingue e Pietro, studente avellinese di geologia. Nata sulle note di Son of a Preacher Man, accompagnata da qualche sorso di birra, la relazione tra Heddi e Pietro è una storia che brucia, ma non dura come dimostra il triste epilogo già accennato a partire dalle prime pagine del romanzo. Il desiderio di un amore perduto nei Quartieri Spagnoli probabilmente già agli albori, quando Pietro confida prematuramente ad Heddi di essere niente senza di lei, mentre lei si affida a lui dopo aver vissuto una vita sentimentale caratterizzata da melodrammi e malintesi. 

La travolgente storia d’amore tra i due giovani ruota intorno essenzialmente ad unico fulcro: la casa. Se da una parte Pietro ricorda il protagonista della celeberrima novella di Verga La roba, perché profondamente attaccato ai suoi terreni e oltremodo legato alle tradizioni della famiglia incarnate e custodite da sua madre Lidia a cui non riesce a ribellarsi; dall’altra parte Heddi, invece, è l’emblema della scoperta dell’altro e della meraviglia della semplicità, non legata alla casa, concetto extraterrestre che per capirlo ricorreva alla logica. 

La casa, quel luogo sicuro dove si torna sempre quando c’è qualcuno ad aspettarci, è per Heddi e Pietro dapprima un luogo di solide e granitiche certezze, si trasforma poi in uno spazio vuoto, dove camminano sui loro sogni diventati teneri e friabili come il tufo giallo, dopo aver resistito allo scorrere del tempo. 

Chissà se per Heddi scrittrice Napoli è casa. 


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