martedì 16 aprile 2019

Universiadi alle porte: “l’incontro-scontro” tra le istituzioni

di Antonio Cimminiello 

I Giochi della “rinascita”? La grande occasione perduta? Manca ormai pochissimo all’avvio delle Universiadi, ed ovviamente ancora non è possibile stilare un giudizio sullo svolgimento e sull’organizzazione delle “Olimpiadi degli studenti” in Campania (dal 3 al 14 Luglio prossimi). 

Ciò che è certo è che l’affaire Universiadi ha rappresentato negli ultimi mesi uno dei più accesi terreni di scontro tra le diverse realtà istituzionali in un modo o un altro coinvolte, sia nazionali che locali. 

Le polemiche non sono mancate, anche a livello nazionale, a partire dalla già travagliata scelta dei ruoli di rilievo, dal frettoloso dietrofront sulla candidatura dell’ex campione di calcio Marco Tardelli a responsabile del raccordo con le federazioni sportive alla designazione - più delicata- di un commissario straordinario, figura già di per sé imposta e condizionata dai ritardi nella realizzazione dei lavori necessari, soprattutto per il riammodernamento delle diverse strutture sportive. 

Una querelle, quest’ultima, inizialmente scoppiata tra CONI e Regione Campania, conclusasi con l’intervento del Governo nazionale attraverso la nomina del “super- commissario” Gianluca Basile. Non è mancata pure la polemica tra l’Ente del Governatore Vincenzo De Luca ed il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, con la collocazione del Villaggio degli Atleti a fare da pomo della discordia, tra il “...no a campi rom nella Mostra d’Oltremare” e le critiche a “...chi usa i soldi come strumento ricattatorio” (alla fine la Mostra d’Oltremare è stata esclusa come location per il vilaggio). 

Proprio le decisioni sull’utilizzo di alcune strutture hanno infine rappresentato l’occasione per la riemersione di vecchie ruggini: dall’indecisione sullo storico Stadio Collana- chiuso da tempo per problemi nella gestione, alla fine però sarà utilizzato proprio per le Universiadi ed oggetto di un parziale restyling- fino alla scelta dei sediolini nel mitico Stadio San Paolo, altra frattura comunque ricomposta nell’ambito di un rapporto- quello tra de Magistris ed il presidente del Napoli Calcio Aurelio De Laurentiis- che da tempo regala alti e bassi. 

In ogni caso, a questo punto ciò che conta è seppellire definitivamente l’ascia di guerra (visto che c’è ancora da fare, su tutto la chiusura degli ultimi cantieri) e guardare solo un obiettivo, e cioè la maggiore cooperazione possibile. Perchè, dopo mesi di ritardi e tira e molla di ogni genere, remare tutti dalla stessa parte -proprio come in una competizione sportiva- sarebbe proprio un’ottima prova di efficienza e della capacità di “saper fare”.




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